Nel "Castello di Udine", suo secondo libro (1934), Gadda ritorna sull'esperienza per lui cruciale della Grande Guerra. Seguono poi sei "pezzi" anch'essi da leggersi come altrettanti capitoli di quell'unica, tenera e furente enciclopedia dell'uomo che il grande ingegnere milanese è andato scrivendo tutta la vita. In particolare "Tirreno in Crociera" ironiche note di una crociera nel mediterraneo, colpiscono nel passaggio dedicato alla descrizione delle Isole Toscane (Elba, Giannutri, Montecristo e Gorgona), con pungenti e lievi note a costellare un racconto di rara "prosa poetica". Singolare nota quasi a chiosa di un possibile "luogo letterario" è il nome della nave a bordo della quale Gadda compie il suo viaggio nel 1931: è "Il Conte Rosso", celebre transatlantico degli anni 30" legato a doppio filo con la storia di Rio Marina e della Marineria Riese (ma di questo Vi parlerò in seguito).
E così, lasciata la Lanterna, forme e luci del Tirreno e del suo litorale! Isole che la leggenda e la storia hanno proposto come tema ai nostri sogni migranti! Il programma divenne favola vissuta. Il buon nocchiero di Camogli, il comandante Olivari- lanciato un sibilante saluto alla sua terra e doppiato Portofino- ci ha involati attraverso l'arcipelago di Toscana fino ad incontrare la notte: cui la banchina di Civitavecchia e poi la via di Ostia segnarono di lunghe punteggiate luminose: mentre il cielo di Roma appariva ai pellegrini del nord nella sua chiarità goethiana, e le stelle però oggi vi impallidivano sopra, dentro l'albore esalante dal soglio capitolino verso le altitudini della notte, dono del Nera, fatica delle potenti centrali. Dal Tirreno, ch'era in vena pomeridiana di turchese più non fosse di indaco, la Gorgona, la Capraia, Montecristo, l'Elba, il Giglio, emersero l'una dopo l'altra come per segni d'incantamento, ripopolando d'ogni memoria ogni animo disposto all'antologia. Prime le due che fecero orrendo il vituperio, nel giambo di scortese del turista uscito per sempre di porta san Frediano; poi quella dove fumano gli alti forni da lei detti dell'Ilva e dove, presumibilmente, qualche sala semidorica, qualche medaglia, qualche desolato N., decorano la villa San Martino, recando memoria d'un villeggiante poco amico della villeggiatura. Lontano e circonfuso, dentro il tramonto, d'un nimbo di luce, aghi d'oro accecanti, lo scoglio di Montecristo e il suo smarrito tesoro: il tradito, nella bionda luce, vi ripensa il dì delle nozze. Ma per la luce perduta di sua giovinezza non è riscatto, nel mondo. Di contro l,argento del Monte Argentaro il Giglio, col suo Medioevo, mi dicono, e con il suo aleatico. Non ci fu possibile invece d'incontrar l'isola dove a Calibrano apparve Miranda, l'isola coronata di tempeste, celata a ogni vista mortale: "isola favolosa, isola non trovata: che, come nessuna carta ne comporta il disegno, così nessun ingegno fu buono per approdarvi, né astrolabio o sestante, e nemmeno il trucco impareggiabile dell'amalfitano.
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