L'insegnamento della lingua italiana come lavoro e come prodotto di un mercato.
Posted by: koine in Untagged on
Jun 23, 2008
Un importante portale di lingua e cultura italiana, che opera in Gemania, ci ha richiesto di rispondere ad una serie di domande sul nostro lavoro di insegnamento e di vendita dei soggiorni di lingua e cultura italiana. Ne è venuto fuori un quadro piuttosto interessante, che vi proponiamo.
Lei lavora in un azienda che offre corsi in cinque città italiane che sono gestiti direttamente dai vostri insegnanti d’italiano. Questo significa qualcosa di particolare nel vostro lavoro quotidiano ?
Koinè nasce nel 1980 come associazione di insegnanti, provenienti da diverse esperienze personali e professionali nel settore dell’insegnamento dell’Italiano come lingua straniera. Poco soddisfatto di tali esperienze, questo gruppo di insegnanti decise di creare una nuova struttura che si differenziasse dalle altre scuole private nello stile di lavoro e nei metodi di insegnamento. Decidemmo di dare alla nostra società una forma di cooperativa, con la speranza di aggiungere maggiori motivazioni al contributo che ogni singolo insegnante avrebbe portato al progetto comune. Nel nostro impegno quotidiano abbiamo la consapevolezza di lavorare in una ambiente dove non esiste conflittualità, ogni insegnante o addetto di segreteria è socio della cooperativa ed è a conoscenza sia delle linee generali che delle problematiche nella gestione dell’azienda.
Oggi Koinè presenta: propri metodi didattici, realizzando libri di testo, cassette audio e video; insegnanti appositamente preparati su tali metodologie; lezioni che non si limitano all’insegnamento della lingua, ma sono completate da una serie di corsi introduttivi e visite guidate alla realtà del nostro paese. Negli ultimi anni abbiamo in particolare sviluppato un programma parallelo dedicato alle tradizioni enogastronomiche toscane, con degustazioni guidate di vino, corsi di cucina e visite alle aziende agricole.
Koinè ha anche allargato nel tempo la propria offerta, aggiungendo alla sede di Firenze, quelle di Lucca, Cortona, Isola d’Elba e Bologna, costituite da insegnanti formatisi professionalmente nel centro di Firenze, con l’intento di migliorare oltre alla qualità anche la quantità e la varietà della propria offerta.
Le associazioni di difesa dei consumatori in Germania sostengono spesso che le agenzie specializzate svolgono un ruolo importante nella promozione e nella presentazione die vostri prodotti al pubblico. In particolare nell’’organizzazioine e nell’offerta delle strutture ricettive. Cosa ne pensate quale l’offerta che presentate autonomamente al cliente e che cosa organizzate da soli per il cliente ?
Nel nostro caso, siamo da sempre stati obbligati ad offrire, insieme con il corso di lingua italiana, un servizio di ricerca e prenotazione alloggi. I nostri clienti non verrebbero alla scuola Koinè se l’oìfferta fosse limitata al solo corso di lingua, perchè dovrebbero poi impegnarsi in una ricerca che necessita tempo e che non sempre è destinata al successo. Abbiamo allora selezionato un certo numero di famiglie, „single“, appartamenti e alberghi, che offrono un buon rapporto qualità-prezzo. Soprattutto le famiglie e i „single“, oltre ad essere convenienti, offrono la possibilità di praticare da subito la lingua, conversando con abitanti che parlano la lingua materna. Le agenzie quindi si trovano il lavoro già fatto e presentano un pacchetto corso + alloggio, che è già statio preparato dalla scuola.
Desidereste che le agenzie si prendessero più cura di alcuni aspetti del loro lavoro ?
No, la selezione e l’offerta degli alloggi è un settore troppo delicato per lasciarlo ad un operatore esterno alla scuola. La cosa che le agenzie dovrebbero migliorare è l’informazione. Intendiamo dire che le agenzie tendono a standardizzare il modo di presentare i programmi di lingua e cultura, offerti dalle singole scuole. Spesso non richiedono a noi scuole informazioni dettagliate sui metodi di insegnamento e sulle caratteristiche dei programmi offerti. Quando il cliente si è iscritto al corso, spesso le agenzie ci comunicano poche informazioni sulle richieste, sulle motivazioni e su cosa il cliente stesso si aspetta dal soggiorno. Ecco, visto che svolgono un ruolo di intermediazione, vorremmo che lo facessero fornendo maggiori dettagli alle due parti: scuola e cliente.
Come riuscite a garantire una buona offerta ricettiva e a presentare sempre alloggi confortevoli ed interessanti nelle famiglie ospitanti ? Chiediamo questo perché siamo consapevoli che l’alloggio è in genere il problema maggiore nell’ambito dei viaggi di lingua.
Siamo consepevoli che l’offerta dell’alloggio è parte integrante nell’offerta di un soggiorno di lingua. Per questa ragione poniamo particolare cura nella selezione delle famiglie. delle singole persone ospitanti e degli alberghi. Non richiediamo solo buone camere ed un buon livello di pulizia e di comfort, richiediamo anche una cultura dell’accoglienza. Chi ospita deve infatti considerare che il cliente è un adulto interessato alla lingua e alla cultura italiana. Ogni opportunità di conversazione e di scambio di idee ha lo stesso valore di una buona didattica.
Esistono delle ragioni per cui un cliente dovrebbe prenotare direttamente da voi e non attraverso un’agenzia ?
Il lavoro specifico dell’agenzia non è fornire i servizi, per questo saremmo autosufficienti. L’agenzia deve soprattutto promuovere e vendere i nostri corsi. Anche se con lo sviluppo di Internet il panorama sta rapidamente cambiando, noi non possiamo essere ugualmente presenti in tutti paesi e in tutti mercati del mondo, quindi in alcuni paesi dobbiamo affidarci interamente alle agenzie. Sappiamo che in questa intermediazione qualcosa può andare perduto nell’ìinformazione del cliente e qualcosa può essere trascurato delle sue richieste. Può essere vantaggioso per un cliente rivolgersi direttamente alla scuola, se sa cosa chiedere. In questo caso, da parte nostra abbiamo comunque la possibilità di comunicare direttamente con chi chiede informazioni e possiamo mettere tutta la nostra attenzione nell’esposizione dell’offerta.
Se un potenziale cliente si interessa ad un corso presso la vostra scuola, che tipo di informazione gli fornite e come funziona la prenotazione ?
Abbiamo sempre cercato di legare la nostra immagine alla qualità dell’insegnamento, quindi la prima cosa sulla quale puntiamo, essendo nati come cooperativa di insegnanti, è che siamo gente seria che offre proposte valide. I contenuti didattici sono il nostro prodotto migliore, cerchiamo di venderlo senza troppi artifici di marketing. Cerchiamo inoltre sempre di immedesimarci nei clienti, ponendoci sempre la domanda: che servizio vorremmo che ci venisse offerto, se fossimo noi a cercare un corso di lingua in un qualsiasi altro paese del mondo ? Il cliente può quindi prenotare il corso per telefono, per posta, per posta elettronica, con qualsiasi mezzo. Chiediamo, a garanzia della prenotazione, il versamento di un anticipo di Euro 150, con bonifico bancario o postale, oppure con carta di credito, sia fornendo i dati della carta, che direttamente sulla pagina di pagamento sicuro sul nostro sito.
Se guardiamo la vita di ogni giorno nelle vostre sedi, come descrivereste l’atmosfera nelle scuole e nei corsi ?
Consideriamo sempre che il nostro cliente tipo è una persona adulta, imteressata alla lingua e alla cultura italiana, e quindi, considera il soggiorno una specie di vacanza. Vuole tornare a scuola, ma non ha necessità dell’uso di alcuna autorità per studiare, è già sufficientemente motivato per conto proprio. Cerchiamo quindi di offrire il meglio della scuola, intesa come luogo di educazione, di soddisfazione e piacere nell’esercizio della propria curiosità intellettuale.
Gli studenti spesso ci dicono che tengono molto ad una impostazione competente e pedagogica dellìinsegnamento. Quali sono gli assunti pedagogici e didattici che sono alla base dell’insegnamento.
Abbiamo risposto in parte nelle frasi appena precedenti, ma vogliamo aggiungere ancora alcune cose. Insegnare l’Italiano come lingua straniera ad un pubblico adulto, interessato alla cultura del nostro paese, necessita di un approccio specifico. L’Italiano non è una lingua ponte, non è una lingua commerciale, è una lingua di cultura. Chi inizia ad impararla è interessato alla storia, all‘arte, alla politica di questo paese, Non ci si può improvvisare come „anfitrioni“ di questo paese. La didattica dell’Italiano come lingua straniera è quindi una materia specifica che va aggiornata e studiata. Considerando poi le motivazioni di chi vuole apprenderla, non si può prescindere dall’offerta di un contemporaneo programma di informazione socio-culturale. „Impara l’Italiano e conosci l’Italia“ è stato il nostro primo slogan.
Come reagite alle difficoltà di apprendimento che si manifestano in alcuni partecipanti?
Privilegiando la lingua parlata e considerandola, nel momento stesso che viene insegnata, uno strumento di comunicazione tra soggetti adulti, esortiamo gli studenti a non aver paura di sbagliare. Prima di tutto devono pensare a comunicare il loro pensiero o le loro sensazioni, poi avremo tempo e modo di correggere le espressioni usate. Tutto questo deve essere gestito e seguito con la massima attenzione dall’insegnante.
Le maggiori differenze tra i partecipanti derivano da differenti bagagli esperenziali, età e tipo di educazione, e da provenienza da paesi dove si parlano lingue differenti da quelle indoeuropee. Uno studente di settanta anni, che ha legato il suo apprendimento, non solo delle lingue, alla codifica, alla sistematizzazione di ciò che ha appreso, non può essre costretto ad una sorta di teatro dell’improvvisazione dell’approccio comunicativo, ma ha necessità di un approccio integrato e quindi anche di riferimenti grammaticali. Uno studente giapponese o cinese ha simboli diversi di riferimento, non gode quindi di una struttura comune di comparazione linguistica nella presentazione, nell’orientamento o in altre funzioni linguistiche. L’insegnante deve sape registrare tutto questo e dosare in modo conseguente i sui strumenti didattici.
Cosa è importante per voi nel programma culturale e di tempo libero? Cosa devono portarsi a casa gli studenti?
Gli studenti devono poter accedere ad un pezzo di realtà italiana. Devono girare per le strade e vedere come vive la gente. Devono poter discutere con la famiglia ospitante e scambiare il loro punto di vista con i nativi, Devono provare ad esprimere i loro giudizi in discussioni con soggetti che parlano l’Italiano come lingua materna. Tutto questo è ciò che rende necessario ancora recarsi in un paese per apprendere o perfezionare la lingua. Noi dobbiamo offrire ciò che i vari tutor o corsi on line non potranno mai offrire: pezzi di autentica realtà socio-culturale.
In che cosa si differenzia il vostro programma culturale e di tempo libero dal programma delle altre scuole ?
Conosciamo bene quello che offriamo noi, conosciamo poco quello che offrono le altre scuole. Se la pensano come noi, non ci differenziamo in niente, altrimenti ….
Attenzione comunque sempre all’uso dell’aggettivo autentico. Quando si cerca di presentare una realtà socio-culturale complessa, come quella di una paese come l’Italia, si può facilmente passare dall’autentico allo stereotipo. Abbiamo però di fronte un pubblico adulto, dotato di propri strumenti di discernimento, che ci aiuta in quest’opera.
Se guardate al futuro, quale sviluppi vi augurate per il mercato dei viaggi di lingua e per la vostra azizenda?
Speriamo che il turismo possa trasformarsi sempre più in un confronto di diversità e quindi in un momento di conoscenza. In un mondo nel quale tutto è sotto gli occhi di tutti e non esistono luoghi inesplorati, dobbiamo avere la capacità di comprendere oltre che di vedere.
L’offerta di corsi di lingua riguarda un servizio di turismo culturale. Vorremmo dotare i nostri clienti di strumenti validi per un confronto con la nostra realtà. In un mercato, quello turistico in generale, dove trionfano le offerte standardizzate, dove è sempre più difficile scegliere un approccio personalizzato al viaggio, vorremmo creare momenti di piacere intellettivo dato dalla scoperta/confronto di culture diverse.

