Esempi di cucina lungo i marciapiedi di via Ghibellina

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Iniziamo questa nostra rubrica enogastronomica parlando di una strada che ci è cara, perché le finestre della scuola Koinè si affacciano da sempre su via Ghibellina. Il quartiere di S.Croce e soprattutto questa strada stanno diventando un'area interessante dal punto di vista "buona cucina".
Ci sono locali tradizionali di vari livelli, che hanno aperto bottega da tanti anni: la Pizzeria il Gatto e la volpe, all'angolo con via dei Giraldi, proprio di fronte al Bargello, frequentata soprattutto da giovani americani, aperta sino a tarda notte e con un'interessante pizza della casa; la Trattoria Alimentari, di fronte all'Assessorato alla Cultura, un pezzo di vecchia Firenze, una mescita di vino dotata addirittura di un girarrosto con fuoco a legna, che offre crostini, ribollita e arrosto girato, oltre a buonissimi panini con salumi e formaggio toscani; il Ristorante da Dino, che in un ambiente completamente rinnovato, continua a rivisitare i piatti della cucina toscana, offrendo specialità di buon livello.

Non mancano le proposte etniche, una rosticceria cinese e un locale dedicato al sushi, quasi si fronteggiano all'altezza di Borgo Allegri; e non sono finti, personale e ricette esclusivamente e rispettivamente cinese e giapponese.
Altre presenze, più recenti, proprio di fronte al Teatro Verdi sono il Ristorante e l'Enoteca Rubirosa e la Trattoria del Teatro, nonché il Ristorante Bue sul tetto, forse tutti un po' troppo impostati sul prima e dopo teatro.
Ma veniamo alle due piacevoli sorprese, per le quali abbiamo deciso di scrivere questo articolo: Il Bistrò Bacca Rossa http://
www.baccarossa.it e il Ristorante Ora d'Aria www.oradariaristorante.com.
Il primo è aperto da un paio di anni, attira l'attenzione dei passanti con una finestra aperta sulla strada, che da direttamente sui fuochi della cucina. La forma del locale assomiglia ad una galleria, che s'incunea tra le piccole case del quartiere. Colpisce l'atmosfera curata e tranquilla del locale. Chi l'ha arredato, oltre ad avere un sacco di buongusto, deve aver avuto conoscenze nel vicino Mercato delle Pulci, in Piazza dei Ciompi, dove si vendono mobili ed elementi di arredamento vintage. Per aggiungere carattere all'ambiente, periodicamente vengono proposte mostre di pittura e arte varia, di buon livello. Tovaglie, bicchieri e posate sono all'altezza dell'ottima impressione che sino ad ora il locale ha suscitato. Come spesso facciamo, entriamo nel locale in un normale giorno di lavoro e senza prenotazione. Bella accoglienza, da parte di un giovane addetto alla sala, anche se un po' sovraeccitato, il quale si rivelerà un bravo suggeritore nella scelta dei vini. I tavoli sono piacevolmente lontani l'uno dall'altro e comunque ce ne sono solo altri due occupati. Fortunatamente il locale è illuminato il giusto e il menu è scritto in caratteri leggibili anche per un cinquantenne,che si rifiuta irrazionalmente di portare con se gli occhiali. L'oggetto del parlare e del piacere è il pesce. Già dalla descrizione dei piatti si intuisce che il cuoco metta molta attenzione nella scelta dell'interprete principale, che sia fresco e di stagione. Assaggiamo in due diverse occasioni: Carpaccio di branzino marinato sotto sale con insalata di arance, finocchi e spinaci novelli, Filetti di triglia in guazzetto di fagioli dell'occhio, Astice in insalata calda di cous cous con melanzane e pistacchi, Tortelli di branzino su pesto leggero di zucchine, Linguine con ragù di astice e pomodorini, Cuore di filetto di tonno in crosta di mandorle con Flan di melanzane, Filetto di rombo selvaggio in crosta di verza con puré di finocchi. Tutti i piatti ci sorprendono per la qualità degli ingredienti e per la semplicità della cucina, che mantiene inalterato il gusto degli stessi. Se proprio dobbiamo trovare un difetto, è nei filetti di triglia, che spariscono di fronte all'invadenza dei fagioli con l'occhio. Come detto, siamo felici di aver seguito il consiglio dell'addetto alla sala nella scelta del vino. che ci segnala con entusiasmo un bianco del Collio di produzione biodinamica notevolissimo. Il suo entusiasmo si esaurisce però con la scelta dei vini, sparisce infatti via via che la cena avanza e scompare definitivamente lasciandoci la carta dei dessert, che decidiamo di non ordinare perché si ripresenta fuori tempo massimo. L'impressione è comunque di un'offerta di ottimo livello, curata in tutti i dettagli, con l'obiettivo di procurare piacere al cliente in un ambiente rilassante.
Dell'altro ristorante, l'Ora d'aria, ne parliamo la prossima volta. Per ora vorremmo porvi alcune domande: che ne pensate della ristorazione in Italia ? Che esperienze avete vissuto come clienti stranieri a Firenze o in altre parti di Italia ? Non solo in Italia, ma anche nel vostro paese, pensate che ci sia un rispetto sufficiente da parte dei ristoratori dei clienti e che i primi si pongano come obiettivo il piacere dei secondi?

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